Il Futurismo

Grande avanguardia europea del Novecento, il Futurismo ha l'atto di nascita nell'articolo Le futurisme, che il poeta Filippo Tommaso Marinetti pubblicò nella prima pagina del quotidiano parigino Le Figaro il 20 febbraio 1909. Quell'articolo – che di volta in volta è stato definito in tanti modi, e che è stato studiato per tanti versi – fu anzitutto un manifesto programmatico, sebbene scritto in uno stile lirico, fiammeggiante, insolito. Fu il primo della lunga serie di manifesti futuristi rivolti ai più svariati argomenti, e presto si diffuse ovunque, sollevando polemiche ed eccitando adesioni.

Così Marinetti, che aveva allora trentatrè anni, dirigeva a Milano la rivistaPoesia, e godeva a Parigi d'invidiabili amicizie nella società letteraria, divenne il capo di un movimento culturale che, più o meno intensamente, esercitò influenze e produsse radicali innovazioni – aspramente contestate al loro affacciarsi – non soltanto nelle arti visive o nel campo letterario, ma altesì nell'architettura con Sant'Elia, nel teatro, nella musica, nell'editoria e nella grafica, nella danza, nella moda e , con un approccio ironico, persino nella cucina.